Quotauto Quattroruote

Quattroruote

La McLaren si nasconde?

Ho fatto un po’ di telefonate con amici del Circus che erano a Valencia per i primi test stagionali. Gente che nel giro ci lavora da anni, ben infiltrata e soprattutto molto esperta. Ebbene la cosa che mi ha sorpreso di più è sentire un po’ da tutti lo stesso ritornello: l’auto che ha fatto più impressione, al di là dei tempi fatti segnare, sarebbe stata non la velocissima Ferrari, non la tradizionale Mercedes che stando ai si dice potrebbe cambiare a sorpresa il retrotreno, bensì la McLaren che… “avrebbe addirittura volatoâ€. Vox populi vox dei, ma la sconcerto rimane. A giudizio di troppi tecnici, peraltro con l’occhio assai allenato, Hamilton avrebbe ottenuto il suo già ottimo tempo con una disarmante facilità, limitandosi poi a girare con serbatoi mezzi pieni per testare tantissimi particolari. Lo stesso sarebbe successo poi con Button, quasi a non voler far capire (ancora) il reale potenziale della monoposto.
Vero? Non vero? Sarei tentato dal pensare il contrario, ma troppi che contano mi hanno inculcato il dubbio. Probabilmente a Jerez ne sapremo di più, ma non è detto.


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Ferrari, avvio alla grande

Se il buongiorno si vede dal mattino, e in F.1 è quasi sempre così, in Ferrari possono dirsi davvero soddisfatti per la tre giorni a Valencia, prima uscita stagionale del Circus. Tra le rosse e i rivali c’è stato sempre un divario netto, praticamente lo stesso al termine di ogni giornata.
Alonso non poteva iniziare in maniera migliore: è stato il più veloce in assoluto e nel solo giorno di test ha mostrato un feeling con l’auto e la squadra che fa già sognare i fans del Cavallino. Massa da parte sua è stato veloce quasi quanto Alonso (nella foto)  ed è quello che conta perché non si deve dimenticare da dove arriva il brasiliano, vittima del tremendo botto in Ungheria.

Ma la festa è tale soltanto se può considerarsi completa, e la vera ciliegia sulla torta è venuta dal record dei giri percorsi, oltre 300 nei tre giorni, senza accusare il minimo problema. Insomma la Ferrari F10 è parsa tutto l’opposto della disgraziata vettura di un anno fa.
Sarà vincente anche nel corso dell’anno? La domanda è perfida perché in questa prima uscita troppe vetture non avevano il pacchetto completo montato (ma il discorso vale anche per la Rossa), però un inizio più autoritario non era pensabile ed è questa la base migliore per avanzare nello sviluppo. Semmai il solo piccolo dubbio può venire dai temponi ripetuti del duo della Sauber-Ferrari (con la ridicola appendice BMW nel nome che proprio non ha senso).

De la Rosa e Kobayashi sono entrambi molto bravi, ma ancora non considerati veri top driver; ergo, o la Sauber è la rivelazione dell’anno così come lo sono state nel 2009 la Red Bull e ancor più la Brawn, oppure c’è da credere che i top team potranno fare ancora meglio e, di conseguenza, che si sono un po’ nascosti. Si vedrà, intanto i tifosi debbono festeggiare: anche le vittorie di tappa hanno un sapore speciale.


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A piede giù come mai prima

Evviva, finalmente dei test veri. Di solito le prime uscite stagionali con le auto nuove offrivano parametri controversi: monoposto abbastanza finte, prestazioni piuttosto mascherate e piloti più concentrati a capire le auto che a spingere a fondo. Ma quest’anno non si può barare troppo perché un campionato che proporrà quattro campioni del mondo e 11 piloti che hanno vinto almeno un Gran Premio cambia completamento lo scenario. Se è vero che le auto devono muovere i primi passi, i campioni che le guidano devono in fretta stabilire delle gerarchie e non possono accettare programmi differenti di lavoro. Un tempo la seconda guida si occupava del lavoro “sporco†mentre il leader della squadra badava a cercare le prestazioni, ma adesso questo non è possibile perché in almeno tre team (Ferrari, McLaren e Mercedes) nessuno vuole partire con il ruolo di spalla. È questione di orgoglio prima ancora che di logica, così è certo che prima di passare la vettura al compagno ognuno proverà ad arrivare al tempone, e questo rende elettrica l’atmosfera come raramente era successo in passato.
Il mese abbondante che ci separa dal primo GP della stagione promette allora di rivelarsi al calor bianco, con scintille che anticiperanno quello che verrà. Per lo sviluppo delle vetture potrebbe non essere il massimo (anche se niente fa bene a una monoposto come essere portata al limite del suo potenziale per scoprirne i limiti e provvedere in fretta a migliorarla) ma di sicuro ci sarà da divertirsi. Già giovedì prossimo, dopo la fine della prima sessione di test, ci saranno dei musi lunghi; e chi è più attento potrà già leggere molto di quello che poi, più avanti, scopriranno tutti.


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Brawn su Schumi sembra troppo sicuro…

Come deve essere letta l’esagerata fiducia su Michael Schumacher, e sul suo intatto livello di competitività, ostentata da Ross Brawn in occasione della presentazione ufficiale del team Mercedes? Poche volte, in tanti anni di lavoro a contatto con il mondo della F.1, mi è capitato di sentire un team manager esporsi tanto. Brawn non è di primo pelo ed ha vinto come pochissimi altri; nel Circus è considerato come merita e di solito ha sempre fatto sfoggio di una grande prudenza. Eppure su Schumi, sul suo potenziale ancora intatto, è parso sin troppo sicuro: lo ha fatto perché ne è veramente convinto, oppure per esorcizzare la paura che non sia così?
Il tema è avvincente e ci porta ai primi test con ancora più curiosità. Sentir dire da Ross che: “ Michael è ancora un ragazzino, che non ci saranno problemi perché lui è un atleta eccezionale e questo non va mai dimenticato…â€.
E ancora: “Mi aspetto che lui renderà esattamente come ha saputo fare in passato… Parlando con lui ho capito che non è cambiato, che non perso nulla della sua voglia di vincere e di fare tutto al meglio perché ciò accada… So che sarà concentrato in ogni corsa, in ogni minuto del giorno, in ogni giro che percorrerà in pista… Sono stato troppo tempo con lui per non capire che non è cambiato nulla… Vedrete che sarà ancora incredibilmente veloce e che si rivelerà molto più giovane dei 41 anni che si porta addosso…â€.
Beh, se non è convinzione questa non so che cosa lo sia, e conoscendo i modi di fare e di agire di Brown resto molto impressionato. Mi verrebbe da dire che non bluffa, ma tanta fiducia mi sconcerta un po’. Non è troppa?


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McLaren soffia il baby de Vries alla Ferrari

La McLaren ha già compiuto il primo dispetto della stagione nei confronti della Ferrari. Gli inglesi hanno, infatti, messo sotto contratto il quattordicenne kartista olandese Nyck de Vries, considerato nell’ambiente il più grande prospetto in circolazione.
In Ferrari nessuno aveva mai fatto esplicitamente il suo nome, però si sapeva che nel piano legato alle giovani speranze da arruolare (e poi tenere sotto controllo) questo ragazzino era al primo posto. Probabilmente a convincere l’entourage di de Vries è l’esperienza vissuta da Hamilton, battezzato campione sin dai suoi primi passi con i kart e poi cresciuto dalla McLaren sino alla F.1.
Si può considerare uno smacco per gli uomini di Maranello? Direi di no; forse in McLaren sono stati semplicemente più svelti. Di sicuro la caccia ai giovanissimi sta diventando una paranoia. Prima non li considerava nessuno. mentre adesso se un pilota non sa ancora di latte non va più bene. Forse basterebbe un po’ di misura: fidarsi ogni tanto dei più giovani non è male, farne una fissazione sicuramente sì.
Tanto più che adesso tutto il Circus è in fibrillazione per un quarantunenne che si muove già come il padrone del suo team e che mette paura a tutti, anche se viene da una lunga sosta. Tra Schumi e de Vries passano 27 anni, praticamente l’età del due volte campione del mondo Alonso, e la verità starà probabilmente nel mezzo. In ogni caso il bello della F.1 sta nelle sue esagerazioni: aspettando il baby campione ci godremo il ritorno del nonno da corsa.


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L’italiano della McLaren

Metti una sera a cena, tra Natale e capodanno, con il responsabile delle sospensioni anteriori della McLaren. Un prezioso personaggio e una bella storia, che gratifica la scuola italiana mai abbastanza celebrata. Il giovanotto è vispo, intelligente e ovviamente bravo se gli affidano le sorti degli ultimi due campioni del mondo, ma soprattutto è italiano. Giovanni Banzola è un malato di auto sin da quando era bambino, e ai tempi dell’università aveva dato vita a un gruppetto di appassionati studenti di ingegneria che invitavano grandi personaggi del mondo delle corse a raccontarsi di fronte a una platea di studenti a bocca aperta.

Appena laureato, il giovane Giovanni ha trovato lavoro alla Minardi, poi è passato per diversi anni a Colonia alla Toyota e da due stagioni è alla McLaren. Sapere che un team anglofilo come la McLaren, dove a capo (più o meno occulto) c’è un perfezionista come Ron Dennis, ha scelto per uno dei reparti più delicati un ingegnere italiano dobbiamo considerarlo come un grande orgoglio.

Non è il solo dei nostri in giro per il Circus, anzi sono davvero in diversi in posizioni importanti, però Banzola come referente chiave per le vetture di Hamilton e Button entusiasma e testimonia di come a volte, senza raccomandazioni, senza essere figli di qualcuno, si può salire in alto contando soltanto sulle proprie capacità.


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Schumi in Mercedes: chi trema di più?

Adesso è ufficiale: il più vecchio pilota sullo schieramento nel primo GP della stagione 2010 di F.1 sarà il tedesco Michael Schumacher. Lui e la Mercedes si sono definitivamente accordati per un impegno triennale (!) e con un obiettivo preciso: vincere il titolo mondiale.

Schumi ha 41 anni e a sentire molta gente del Circus tutto da perdere in un rientro tanto clamoroso quanto difficile. La Brawn nel 2009 ha fatto il pieno di titoli e di vittorie, lui è quello che ha vinto di più, però non sempre l’unione delle eccellenze equivale a un matrimonio di successo.

Però Schumi, stando ai rumors che già girano, potrebbe intascare nella sola prima stagione una cifra più vicina ai 70 milioni di Euro che ai 60, il frutto di un generoso contratto con la Mercedes e il ritorno di tutti i suoi sponsor personali disposti questa volta a spendere molto di più del solito perché un evento così non ha uguali nella storia della F.1, pertanto parlare di “rischi†è molto relativo se non sul piano più romantico, quello cioè che governa da un trentennio in qua tutte le cose del Circus…

Schumi non è più un ragazzino, ma come ha fatto notare il presidente Montezemolo, ha un fisico molto allenato e una volontà che ha pochi uguali tra i piloti in circolazione. Se subito dopo la firma ha voluto dichiarare che punta seriamente al titolo iridato, va preso con molta attenzione non essendo uno che parla mai a caso. Significa che si sente molto pronto. Oltretutto davanti a lui si apre una nuova era per la F.1, dove l’esperienza conterà molto di più della velocità pura. Gestire vetture a inizio gara con il pieno e poi via via più leggere sarà molto complesso, specie per quei piloti giovani abituati a correre sempre e soltanto a piede giù.

Per tutta la F.1 questo è uno spot che fa benissimo: di sicuro ci sarà molta attesa e tutti si aspettano ascolti record almeno gare che apriranno i giochi. Chi avrà vita più dura sarà Rosberg, gioco forza confinato nell’ombra alla prima grande opportunità della carriera. La convivenza per lui sarà molto complicata, certo che se dovesse svettare avrebbe l’avvenire assicurato.

Tutti, comunque, si aspettano adesso l’impossibile con la sola eccezione dei ferraristi (intesi quelli della Ferrari Squadra Corse) che temono e tremano. Loro conoscono come nessuno il tedesco, e parlando con loro si percepisce chiaramente che non sono per niente tranquilli.


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Alla fine anche la Renault è scappata…

Dunque, la Renault è passata di mano. No, è vero, ufficialmente ancora no. Lo diranno il 4 gennaio, ma quello che si temeva, e che questo blog aveva previsto già nella scorsa primavera e cioè che la Renault zoppa va allora ad aggiungersi a BMW e Toyota, si è puntualmente avverato.
La Renault resta in F.1 ma solo come socia di minoranza della Genii Capital (che ha dietro a tutto Gerard Lopez, lussemburghese, proprietario della Gravity, società di management), con un budget ufficialmente dimezzato del 50% rispetto al 2009. I capi francesi non hanno usato giri di parole: “O si faceva così o si chiudeva del tuttoâ€.

 


Adesso dovrebbe arrivare in squadra un nuovo team principal (si dice che verrà dal mondo delle corse, ma non dal giro F.1) mentre la Renault ha chiarito che resterà fino al 2012 con l’ambizione di fornire i motori anche ad altre squadre. Quello che però che la Renault non ha detto, ma che gli spifferi hanno fatto uscire, è che potrebbe scappare molto prima dalla F.1 se non riuscirà ad assicurarsi la fornitura del kers per tutte le squadre nel 2011.
Già, perché adesso salta fuori che non l’anno prossimo, ma tra due anni, si riprenderà il discorso del kers in versione più potente di quella vista nel 2009 (e abbandonata nel 2010), con la differenza che sarà un kers standard, cioè uguale per tutti; e la grande battaglia in gioco sarà quella di essere prescelti e spuntare un bel gruzzolo, un po’ come capitò anni fa con la centralina unica fornita dalla McLaren.
Anche i piloti non sono stati annunciati, o almeno è stato confermato il solo Kubica mentre il secondo dovrebbe essere un guidatore di medio livello fornito dalla Gravity Management stessa. Si fanno i nomi di Ho-Pin Tung, oppure Baguette o ancora D’Ambrosio. Insomma, si è visto di meglio.


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Schumi perché non smentisci?

Ormai la voce è diventata un boato. Tutti i media europei strillano che Michael Schumacher, sette titoli mondiali, uomo simbolo della grande Ferrari con Luca di Montezemolo presidente, è in procinto di correre per la Mercedes in F.1 riformando la formidabile accoppiata con Ross Brawn.
Sarà proprio così? Lanciarsi in pronostici non è opportuno, anche perché in F.1 tutto può sempre succedere. In un mondo dove il denaro comanda tutto non c’è mossa che non trovi una buona ragione di volta in volta motivata con la disaffezione, la voglia di rivincita, la scommessa più rischiosa, l’amore per le corse…
Schumi, in ogni caso, non ha ancora smentito. E questa è la notizia vera, la cosa che più insospettisce gli addetti ai lavori. Perché questo tam tam non smette? In condizioni normali l’impiegato di lusso della Ferrari avrebbe già dovuto urlare che queste sono soltanto speculazioni, invece non l’ha fatto. Così corrono i ragionamenti più disparati: dal fatto che Alonso non lo voglia tra i piedi ai box delle Rosse, all’ipotesi piuttosto ardita che lui comunque tragga un rendiconto dalla Casa della Stella per il ritorno pubblicitario che in questi giorni arriva a Stoccarda, al fatto, infine, che ci stia proprio pensando.
Secondo voi andrà?


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Raikkonen, Rossi, Kubica e la smania per i rally

Passione, moda oppure puro divertimento. Una chiave ci deve essere se ormai c’è la fila di blasonati campioni che si dedicano o si vogliono dedicare ai rally. Kimi Raikkonen ha scoperto questa specialità quest’anno e ci ha preso tanto gusto da far balenare addirittura l’idea di correre il mondiale a tempo pieno tanto che si parla di un suo impiego nella squadra junior della Citroën nel 2010. Sarebbe clamoroso per un campione del mondo di F.1, ancora vincente e persino il più pagato del Circus. Fascino dei rally oppure un dispetto verso l’ambiente dorato dei Gran Premi (che comunque gli assicurerebbe un lauto stipendio da parte della Ferrari anche il prossimo anno dopo averlo appiedato con un contratto in essere)? Chi può dirlo. Di sicuro i rally sono la grande passione di Valentino Rossi che non appena può si diverte a fare pieghe sui percorsi stradali, possibilmente su quelli sterrati mai nascondendo la sua intenzione di voler chiudere la carriera correndo a tempo pieno in questa disciplina. Ma i rally stanno piacendo un sacco anche a Robert Kubica che dalla fine del mondiale non lascia passare una domenica senza correre un rally alla guida di una Renault oltretutto nemmeno da assoluto, da che è evidente che non cerca gloria ma puro piacere. E poi c’è Kovalainen che ha già detto che se non troverà un volante si darà lui pure ai rally anche se dove e con chi non è ancora chiaro. Si badi bene, in assoluto non è una novità perché in passato si ricordano divagazioni in questa disciplina da parte di altri grandissimi del Circus, da Clark a Graham Hill, da Ronnie Peterson ad Alain Prost, da Elfor a Reutemann per non parlare di Keke Rosberg che a suo tempo ne fece per un po’ una vera mania. Ma perché, secondo voi, i rally hanno tanto fascino proprio sui re della velocità?


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