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	<title>Andiamo di... corse &#187; Andiamo di&#8230; corse</title>
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	<description>Il blog del vicedirettore Carlo Cavicchi</description>
	<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 08:57:30 +0000</pubDate>
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		<title>Kimi, ci vuole tempo non coraggio</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 23:04:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Cavicchi</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[È davvero dura la vita per Kimi Raikkonen nel Mondiale Rally, ancora una volta ritirato per incidente, e non potrebbe essere altrimenti perché la disciplina è molto specialistica e l’asso finlandese è soltanto alla sua settima gara in assoluto, la seconda nel calendario iridato. Kimi corre con una vettura estremamente competitiva e su fondi a lui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È davvero dura la vita per Kimi Raikkonen nel Mondiale Rally, ancora una volta ritirato per incidente, e non potrebbe essere altrimenti perché la disciplina è molto specialistica e l’asso finlandese è soltanto alla sua settima gara in assoluto, la seconda nel calendario iridato. Kimi corre con una vettura estremamente competitiva e su fondi a lui decisamente poco noti (neve in Svezia, terra in Messico): l’esperienza non si inventa e questa lacuna è difficile da accettare per uno abituato a combattere al più alto livello.<br />
Il suo problema rimane la voglia di ottenere prestazioni velocistiche da assoluto. Se si accontentasse di terminare le corse nei primi dieci, visto il mezzo di cui dispone e delle sua naturali grandi doti di guida, non avrebbe problemi. Al primo anno, senza una carriera nei rally alle spalle, sarebbero risultati che farebbero la gioia di qualsiasi altro pilota, ma essendo lui un campione del mondo, oltretutto della disciplina più importante delle quattro ruote, non gli basta. Lui vuole lottare per la vittoria e questo lo porta ad osare al limite delle sue capacità.<a href="http://andiamodicorse.quattroruote.it/wp-content/uploads/2010/03/090310_raikkonen_blog.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-128" style="float: right; margin: 10px;" title="090310_raikkonen_blog" src="http://andiamodicorse.quattroruote.it/wp-content/uploads/2010/03/090310_raikkonen_blog.jpg" alt="" width="326" height="227" /></a><br />
Oggi nei rally si prova troppo poco e un pilota al suo primo anno non può conoscere i percorsi avendo potuto effettuare ricognizioni limitate. I suoi rivali hanno in mano le strade e hanno tecniche collaudate alle spalle, un vantaggio troppo grosso e oggettivamente incolmabile.<br />
Ma Kimi è testardo. È arrivato in F.1 dopo pochissime gare in monoposto (per di più con la piccola F.Renault) e non ha avuto problemi con le vetture più potenti del Circus. Nei rally è diverso. I fondi cambiano, le manovre improvvisate non si&#8230; improvvisano, i segreti si scoprono soltanto gradualmente. Insomma non ci vuole più coraggio, ci vuole più tempo. Raikkonen, quando non sbatte non va per niente piano e sull’asfalto se la caverà probabilmente molto meglio, ma non può farsi illusioni di impadronirsi in fretta della specialità.<br />
A indisporre, semmai, sono i risolini di quelli dei rally, un mondo straordinario che però vive sempre con fastidio l’arrivo di celebrati campioni da altri mondi. Quando Loeb, talento eccelso, si è presentato per correre a Le Mans nessuno lo ha guardato con disgusto e nessuno, in cuor suo, ha sperato che facesse una figuraccia. Nei rally accade un po’ il contrario, soprattutto tra gli appassionati. Era successo così con Valentino Rossi e accadrà ancora: i rallisti soffrono perché la loro disciplina non ha il ritorno mediatico della F.1 o del Motomondiale, però quando arriva l’interesse dei media, trainato dalle stelle che vanno a correre sulle strade soprattutto per divertirsi, si chiudono a riccio e sperano soltanto che gli intrusi tornino a casa. Peccato che sia così: in fondo per gli assi dei rally è la grande opportunità di far vedere quanto sono bravi.</p>
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		<title>Tutto chiaro, anzi no</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 09:57:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Cavicchi</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Adesso che le prove sono finite e si farà sul serio nel primo Gran Premio della stagione, è già tempo di primi bilanci. Quattro lunghe sessioni di test su tre differenti circuiti in Spagna hanno messo in fila dubbi e certezze: si sa, per esempio, che le quattro squadre più accreditate saranno davvero in grado [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://andiamodicorse.quattroruote.it/wp-content/uploads/2010/03/photo4_277530.jpg"></a>Adesso che le prove sono finite e si farà sul serio nel primo Gran Premio della stagione, è già tempo di primi bilanci. Quattro lunghe sessioni di test su tre differenti circuiti in Spagna hanno messo in fila dubbi e certezze: si sa, per esempio, che le quattro squadre più accreditate saranno davvero in grado di battersi al più alto livello, si sa anche che mediamente l’affidabilità è molto alta e pure che sul giro secco anche Williams e Sauber potrebbero dire la loro.<br />
Dati confortanti, insomma, per chi spera in una F.1 livellata in alto e con buoni motivi per gli appassionati si mettersi davanti al televisore per vedere come andrà a finire. Quello che invece non si è capito bene è se qualcuno ha barato (in senso buono) oppure no. E qui stanno le vere incertezze della vigilia.<a href="http://andiamodicorse.quattroruote.it/wp-content/uploads/2010/03/photo4_277530_.jpg"><img class="alignright alignnone size-medium wp-image-126" style="float: right; margin: 10px;" title="Formula 1 Testing Barcelona (ESP) 25-28 02 2010" src="http://andiamodicorse.quattroruote.it/wp-content/uploads/2010/03/photo4_277530_-552x627.jpg" alt="" width="238" height="270" /></a><br />
Che la McLaren fosse velocissima lo si era anticipato su questo blog in tempi non sospetti perché le informazioni arrivavano da chi se ne intende ed era presente a Valencia. Nessuno però s’immaginava un Button così vicino nei tempi al formidabile Hamilton e questo è un bene perché ci sarà tanta incertezza in più essendo il neo campione del mondo uno di solito molto produttivo in termini di punti, di costanza e di strategia sul lungo termine.<br />
Che la Ferrari fosse ad altissimo livello pure lo si era capito subito. Il passo è sembrato subito eccellente e anche se col passare delle sessioni di prova la superiorità si è un po’ affievolita, di sicuro le prestazioni della monoposto 2010 sono ben differenti da quelle deludenti dell’anno passato.<br />
Ottima, come si prevedeva, anche la Red Bull, ma con qualche ombretta che non farà dormire sonni tranquilli ai suoi due piloti, Vettel e Webber, perché l’affidabilità è parsa la meno efficace del gruppo delle quattro big.<br />
Infine la Mercedes, la squadra con più occhi addosso e con più misteri. Di test in test la prestazione è continuamente migliorata: i tempi si sono avvicinati a quelli dei migliori e l’affidabilità è parsa al solito al più alto livello. La sensazione di troppi osservatori attenti è però che Ross Brawn non abbia scoperto tutte le carte. Ogni volta che ci si aspettava un’uscita in pista a serbatoi vuoti per fare il tempo veniva sostituita da un test con carburante a bordo e il famoso retrotreno provvisorio è rimasto tale fino all’ultimo giorno. In Bahrein ci sarà davvero quello nuovo? E se sì, sarà efficace come quello di un anno fa? Ecco, il tarlo che buca i cervelli dei tecnici rivali si è già messo al lavoro e non lascia tranquillo nessuno. In più il vecchio Schumi non ha palesato cedimenti alla fatica, il suo ritmo di gara è parso quello dei bei tempi che furono e la parola finale rimarrà legata al mezzo che guiderà. Con quello visto in Spagna sarà sicuramente della partita, ma se sarà un pelo più sviluppato potrebbero invece essere dolori, e in fondo la vera curiosità sta tutta qui: la vera chiave per sapere se sarà un campionato equilibratissimo come tutti auspicano o sfacciatamente squilibrato come un anno fa. E forse Brawn e Schumi lo sanno già.</p>
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		<title>Todt, un ciclone in arrivo</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 17:45:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Cavicchi</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Ieri a Parigi ho incontrato Jean Todt  nella sede della Fia, e della lunga chiacchierata sul futuro della F.1 troverete una sintesi nel prossimo numero di Quattroruote. L’uomo mi è parso deciso più che mai a rimettere ordine sui campi di gara e neanche a farlo apposta oggi la Federazione ha chiarito che i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://andiamodicorse.quattroruote.it/wp-content/uploads/2010/02/110210_todt_blog.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-122" style="float: right; margin: 10px;" title="110210_todt_blog" src="http://andiamodicorse.quattroruote.it/wp-content/uploads/2010/02/110210_todt_blog.jpg" alt="" width="278" height="192" /></a>Ieri a Parigi ho incontrato Jean Todt  nella sede della Fia, e della lunga chiacchierata sul futuro della F.1 troverete una sintesi nel prossimo numero di Quattroruote. L’uomo mi è parso deciso più che mai a rimettere ordine sui campi di gara e neanche a farlo apposta oggi la Federazione ha chiarito che i team iscritti che non parteciperanno a Gp saranno puniti, mettendo così un punto fermo sulle voci che volevano una scappatoia di tre Gran Premi per le squadre in ritardo sulla preparazione, segnatamente US F1 e Campos Meta. Naturalmente questa puntualizzazione ha subito dato il via alle malignità, prima fra tutte quella che farebbe credere a una scappatoia per far posto alla Stefan GP, team serbo che sta già provando con Nakajima e che, dopo aver acquistato l’ex materiale della Toyota, è pronto a prendere il via stagionale già in Barhein.<br />
Io però non credo che sia così; non almeno nel senso che Todt voglia fare un favore a Ecclestone che pur spinge per la squadra di Zoran Stefanovic, né tantomeno a Ralf Schumacher che dovrebbe essere uno dei piloti al via.<br />
Il francese sta prendendo con grande impegno il suo nuovo incarico e credo che le sorprese in arrivo non saranno poche. Lo conosco da quarant’anni, una vecchia amicizia nata nei rally, e già allora si muoveva da numero uno.<br />
Visto dall’esterno, lui sembra uno pieno di certezze mentre in realtà è un perfezionista assoluto, mai contento di quello che fa o ottiene, e di conseguenza è sempre insicuro se non proprio insoddisfatto del suo lavoro. Per questo non si accontenta mai e probabilmente grazie a questo è arrivato sempre al top di tutto. Quindi non so voi, ma io sono piuttosto convinto che cambierà qualcosa, cavandoci però dalla testa che lui parteggi mai per non importa chi.</p>
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		<title>La McLaren si nasconde?</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 18:06:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Cavicchi</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Ho fatto un po’ di telefonate con amici del Circus che erano a Valencia per i primi test stagionali. Gente che nel giro ci lavora da anni, ben infiltrata e soprattutto molto esperta. Ebbene la cosa che mi ha sorpreso di più è sentire un po’ da tutti lo stesso ritornello: l’auto che ha fatto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho fatto un po’ di telefonate con amici del Circus che erano a Valencia per i primi test stagionali. Gente che nel giro ci lavora da anni, ben infiltrata e soprattutto molto esperta. Ebbene la cosa che mi ha sorpreso di più è sentire un po’ da tutti lo stesso ritornello: l’auto che ha fatto più impressione, al di là dei tempi fatti segnare, sarebbe stata non la velocissima Ferrari, non la tradizionale Mercedes che stando ai si dice potrebbe cambiare a sorpresa il retrotreno, bensì la McLaren che… “avrebbe addirittura volato”. Vox populi vox dei, ma la sconcerto rimane. A giudizio di troppi tecnici, peraltro con l’occhio assai allenato, Hamilton avrebbe ottenuto il suo già ottimo tempo con una disarmante facilità, limitandosi poi  a girare con serbatoi mezzi pieni per testare tantissimi particolari. Lo stesso sarebbe successo poi con Button, quasi a non voler far capire (ancora) il reale potenziale della monoposto.<br />
Vero? Non vero? Sarei tentato dal pensare il contrario, ma troppi che contano mi hanno inculcato il dubbio. Probabilmente a Jerez ne sapremo di più, ma non è detto. </p>
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		<title>Ferrari, avvio alla grande</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 16:40:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Cavicchi</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Se il buongiorno si vede dal mattino, e in F.1 è quasi sempre così, in Ferrari possono dirsi davvero soddisfatti per la tre giorni a Valencia, prima uscita stagionale del Circus. Tra le rosse e i rivali c’è stato sempre un divario netto, praticamente lo stesso al termine di ogni giornata.
Alonso non poteva iniziare in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://andiamodicorse.quattroruote.it/wp-content/uploads/2010/02/030210_ferrari_f10_alonso.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-119" title="030210_ferrari_f10_alonso" src="http://andiamodicorse.quattroruote.it/wp-content/uploads/2010/02/030210_ferrari_f10_alonso-552x368.jpg" alt="" width="306" height="212" /></a>Se il buongiorno si vede dal mattino, e in F.1 è quasi sempre così, in Ferrari possono dirsi davvero soddisfatti per la tre giorni a Valencia, prima uscita stagionale del Circus. Tra le rosse e i rivali c’è stato sempre un divario netto, praticamente lo stesso al termine di ogni giornata.<br />
Alonso non poteva iniziare in maniera migliore: è stato il più veloce in assoluto e nel solo giorno di test ha mostrato un feeling con l’auto e la squadra che fa già sognare i fans del Cavallino. Massa da parte sua è stato veloce quasi quanto Alonso (nella foto)  ed è quello che conta perché non si deve dimenticare da dove arriva il brasiliano, vittima del tremendo botto in Ungheria.</p>
<p>Ma la festa è tale soltanto se può considerarsi completa, e la vera ciliegia sulla torta è venuta dal record dei giri percorsi, oltre 300 nei tre giorni, senza accusare il minimo problema. Insomma la Ferrari F10 è parsa tutto l’opposto della disgraziata vettura di un anno fa.<br />
Sarà vincente anche nel corso dell’anno? La domanda è perfida perché in questa prima uscita troppe vetture non avevano il pacchetto completo montato (ma il discorso vale anche per la Rossa), però un inizio più autoritario non era pensabile ed è questa la base migliore per avanzare nello sviluppo. Semmai il solo piccolo dubbio può venire dai temponi ripetuti del duo della Sauber-Ferrari (con la ridicola appendice BMW nel nome che proprio non ha senso).</p>
<p>De la Rosa e Kobayashi sono entrambi molto bravi, ma ancora non considerati veri top driver; ergo, o la Sauber è la rivelazione dell’anno così come lo sono state nel 2009 la Red Bull e ancor più la Brawn, oppure c’è da credere che i top team potranno fare ancora meglio e, di conseguenza, che si sono un po’ nascosti. Si vedrà, intanto i tifosi debbono festeggiare: anche le vittorie di tappa hanno un sapore speciale.</p>
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		<title>A piede giù come mai prima</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Feb 2010 11:08:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Cavicchi</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Evviva, finalmente dei test veri. Di solito le prime uscite stagionali con le auto nuove offrivano parametri controversi: monoposto abbastanza finte, prestazioni piuttosto mascherate e piloti più concentrati a capire le auto che a spingere a fondo. Ma quest’anno non si può barare troppo perché un campionato che proporrà quattro campioni del mondo e 11 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Evviva, finalmente dei test veri. Di solito le prime uscite stagionali con le auto nuove offrivano parametri controversi: monoposto abbastanza finte, prestazioni piuttosto mascherate e piloti più concentrati a capire le auto che a spingere a fondo. Ma quest’anno non si può barare troppo perché un campionato che proporrà quattro campioni del mondo e 11 piloti che hanno vinto almeno un Gran Premio cambia completamento lo scenario. Se è vero che le auto devono muovere i primi passi, i campioni che le guidano devono in fretta stabilire delle gerarchie e non possono accettare programmi differenti di lavoro. Un tempo la seconda guida si occupava del lavoro “sporco” mentre il leader della squadra badava a cercare le prestazioni, ma adesso questo non è possibile perché in almeno tre team (Ferrari, McLaren e Mercedes) nessuno vuole partire con il ruolo di spalla. È questione di orgoglio prima ancora che di logica, così è certo che prima di passare la vettura al compagno ognuno proverà ad arrivare al tempone, e questo rende elettrica l’atmosfera come raramente era successo in passato.<br />
Il mese abbondante che ci separa dal primo GP della stagione promette allora di rivelarsi al calor bianco, con scintille che anticiperanno quello che verrà. Per lo sviluppo delle vetture potrebbe non essere il massimo (anche se niente fa bene a una monoposto come essere portata al limite del suo potenziale per scoprirne i limiti e provvedere in fretta a migliorarla) ma di sicuro ci sarà da divertirsi. Già giovedì prossimo, dopo la fine della prima sessione di test, ci saranno dei musi lunghi; e chi è più attento potrà già leggere molto di quello che poi, più avanti, scopriranno tutti.</p>
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		<title>Brawn su Schumi sembra troppo sicuro&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jan 2010 08:50:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Cavicchi</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Come deve essere letta l’esagerata fiducia su Michael Schumacher, e sul suo intatto livello di competitività, ostentata da Ross Brawn in occasione della presentazione ufficiale del team Mercedes? Poche volte, in tanti anni di lavoro a contatto con il mondo della F.1, mi è capitato di sentire un team manager esporsi tanto. Brawn non è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come deve essere letta l’esagerata fiducia su Michael Schumacher, e sul suo intatto livello di competitività, ostentata da Ross Brawn in occasione della presentazione ufficiale del team Mercedes? Poche volte, in tanti anni di lavoro a contatto con il mondo della F.1, mi è capitato di sentire un team manager esporsi tanto. Brawn non è di primo pelo ed ha vinto come pochissimi altri; nel Circus è considerato come merita e di solito ha sempre fatto sfoggio di una grande prudenza. Eppure su Schumi, sul suo potenziale ancora intatto, è parso sin troppo sicuro: lo ha fatto perché ne è veramente convinto, oppure per esorcizzare la paura che non sia così?<br />
Il tema è avvincente e ci porta ai primi test con ancora più curiosità. Sentir dire da Ross che: “ Michael è ancora un ragazzino, che non ci saranno problemi perché lui è un atleta eccezionale e questo non va mai dimenticato&#8230;”.<br />
E ancora: “Mi aspetto che lui renderà esattamente come ha saputo fare in passato&#8230; Parlando con lui ho capito che non è cambiato, che non perso nulla della sua voglia di vincere e di fare tutto al meglio perché ciò accada&#8230; So che sarà concentrato in ogni corsa, in ogni minuto del giorno, in ogni giro che percorrerà in pista&#8230; Sono stato troppo tempo con lui per non capire che non è cambiato nulla&#8230; Vedrete che sarà ancora incredibilmente veloce e che si rivelerà molto più giovane dei 41 anni che si porta addosso&#8230;”.<br />
Beh, se non è convinzione questa non so che cosa lo sia, e conoscendo i modi di fare e di agire di Brown resto molto impressionato. Mi verrebbe da dire che non bluffa, ma tanta fiducia mi sconcerta un po’. Non è troppa?</p>
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		<title>McLaren soffia il baby de Vries alla Ferrari</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Jan 2010 16:30:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Cavicchi</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[La McLaren ha già compiuto il primo dispetto della stagione nei confronti della Ferrari. Gli inglesi hanno, infatti, messo sotto contratto il quattordicenne kartista olandese Nyck de Vries, considerato nell’ambiente il più grande prospetto in circolazione.
In Ferrari nessuno aveva mai fatto esplicitamente il suo nome, però si sapeva che nel piano legato alle giovani speranze [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://andiamodicorse.quattroruote.it/wp-content/uploads/2010/01/ksp_pks_2_2879.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-115" style="float: right; margin: 10px;" title="ksp_pks_2_2879" src="http://andiamodicorse.quattroruote.it/wp-content/uploads/2010/01/ksp_pks_2_2879.jpg" alt="" width="213" height="320" /></a>La McLaren ha già compiuto il primo dispetto della stagione nei confronti della Ferrari. Gli inglesi hanno, infatti, messo sotto contratto il quattordicenne kartista olandese Nyck de Vries, considerato nell’ambiente il più grande prospetto in circolazione.<br />
In Ferrari nessuno aveva mai fatto esplicitamente il suo nome, però si sapeva che nel piano legato alle giovani speranze da arruolare (e poi tenere sotto controllo) questo ragazzino era al primo posto. Probabilmente a convincere l’entourage di de Vries è l’esperienza vissuta da Hamilton, battezzato campione sin dai suoi primi passi con i kart e poi cresciuto dalla McLaren sino alla F.1.<br />
Si può considerare uno smacco per gli uomini di Maranello? Direi di no; forse in McLaren sono stati semplicemente più svelti. Di sicuro la caccia ai giovanissimi sta diventando una paranoia. Prima non li considerava nessuno. mentre adesso se un pilota non sa ancora di latte non va più bene. Forse basterebbe un po’ di misura: fidarsi ogni tanto dei più giovani non è male, farne una fissazione sicuramente sì.<br />
Tanto più che adesso tutto il Circus è in fibrillazione per un quarantunenne che si muove già come il padrone del suo team e che mette paura a tutti, anche se viene da una lunga sosta. Tra Schumi e de Vries passano 27 anni, praticamente l’età del due volte campione del mondo Alonso, e la verità starà probabilmente nel mezzo. In ogni caso il bello della F.1 sta nelle sue esagerazioni: aspettando il baby campione ci godremo il ritorno del nonno da corsa.</p>
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		<title>L&#8217;italiano della McLaren</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Jan 2010 12:42:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Cavicchi</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Metti una sera a cena, tra Natale e capodanno, con il responsabile delle sospensioni anteriori della McLaren. Un prezioso personaggio e una bella storia, che gratifica la scuola italiana mai abbastanza celebrata. Il giovanotto è vispo, intelligente e ovviamente bravo se gli affidano le sorti degli ultimi due campioni del mondo, ma soprattutto è italiano. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Metti una sera a cena, tra Natale e capodanno, con il responsabile delle sospensioni anteriori della McLaren. Un prezioso personaggio e una bella storia, che gratifica la scuola italiana mai abbastanza celebrata. Il giovanotto è vispo, intelligente e ovviamente bravo se gli affidano le sorti degli ultimi due campioni del mondo, ma soprattutto è italiano. Giovanni Banzola è un malato di auto sin da quando era bambino, e ai tempi dell’università aveva dato vita a un gruppetto di appassionati studenti di ingegneria che invitavano grandi personaggi del mondo delle corse a raccontarsi di fronte a una platea di studenti a bocca aperta.</p>
<p>Appena laureato, il giovane Giovanni ha trovato lavoro alla Minardi, poi è passato per diversi anni a Colonia alla Toyota e da due stagioni è alla McLaren. Sapere che un team anglofilo come la McLaren, dove a capo (più o meno occulto) c’è un perfezionista come Ron Dennis, ha scelto per uno dei reparti più delicati un ingegnere italiano dobbiamo considerarlo come un grande orgoglio.</p>
<p>Non è il solo dei nostri in giro per il Circus, anzi sono davvero in diversi in posizioni importanti, però Banzola come referente chiave per le vetture di Hamilton e Button entusiasma e testimonia di come a volte, senza raccomandazioni, senza essere figli di qualcuno, si può salire in alto contando soltanto sulle proprie capacità.</p>
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		<title>Schumi in Mercedes: chi trema di più?</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Dec 2009 13:36:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Cavicchi</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Adesso è ufficiale: il più vecchio pilota sullo schieramento nel primo GP della stagione 2010 di F.1 sarà il tedesco Michael Schumacher. Lui e la Mercedes si sono definitivamente accordati per un impegno triennale (!) e con un obiettivo preciso: vincere il titolo mondiale.
Schumi ha 41 anni e a sentire molta gente del Circus tutto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Adesso è ufficiale: il più vecchio pilota sullo schieramento nel primo GP della stagione 2010 di F.1 sarà il tedesco Michael Schumacher. Lui e la Mercedes si sono definitivamente accordati per un impegno triennale (!) e con un obiettivo preciso: vincere il titolo mondiale.</p>
<p>Schumi ha 41 anni e a sentire molta gente del Circus tutto da perdere in un rientro tanto clamoroso quanto difficile. La Brawn nel 2009 ha fatto il pieno di titoli e di vittorie, lui è quello che ha vinto di più, però non sempre l’unione delle eccellenze equivale a un matrimonio di successo.</p>
<p>Però Schumi, stando ai rumors che già girano, potrebbe intascare nella sola prima stagione una cifra più vicina ai 70 milioni di Euro che ai 60, il frutto di un generoso contratto con la Mercedes e il ritorno di tutti i suoi sponsor personali disposti questa volta a spendere molto di più del solito perché un evento così non ha uguali nella storia della F.1, pertanto parlare di “rischi” è molto relativo se non sul piano più romantico, quello cioè che governa da un trentennio in qua tutte le cose del Circus&#8230;</p>
<p>Schumi non è più un ragazzino, ma come ha fatto notare il presidente Montezemolo, ha un fisico molto allenato e una volontà che ha pochi uguali tra i piloti in circolazione. Se subito dopo la firma ha voluto dichiarare che punta seriamente al titolo iridato, va preso con molta attenzione non essendo uno che parla mai a caso. Significa che si sente molto pronto. Oltretutto davanti a lui si apre una nuova era per la F.1, dove l’esperienza conterà molto di più della velocità pura. Gestire vetture a inizio gara con il pieno e poi via via più leggere sarà molto complesso, specie per quei piloti giovani abituati a correre sempre e soltanto a piede giù.</p>
<p>Per tutta la F.1 questo è uno spot che fa benissimo: di sicuro ci sarà molta attesa e tutti si aspettano ascolti record almeno gare che apriranno i giochi. Chi avrà vita più dura sarà Rosberg, gioco forza confinato nell’ombra alla prima grande opportunità della carriera. La convivenza per lui sarà molto complicata, certo che se dovesse svettare avrebbe l’avvenire assicurato.</p>
<p>Tutti, comunque, si aspettano adesso l’impossibile con la sola eccezione dei ferraristi (intesi quelli della Ferrari Squadra Corse) che temono e tremano. Loro conoscono come nessuno il tedesco, e parlando con loro si percepisce chiaramente che non sono per niente tranquilli.</p>
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